martedì 30 settembre 2008

Emanuel Negro

Leggendo l'articolo di Repubblica.it, il mio animo è scosso dal più profondo disgusto e dissenso per i modi violenti e fascisti che tutte le divise, dai polizioti ai vigili urbani sono soliti usare verso "il diverso", "il debole", "il nemico". Disgusto per queste convulsioni di razzismo che attraversano tutta la penisola. Proprio in questo momento di crisi e dificoltà, si cerca di sfogare e risolvere tutti i problemi tramite violenza e repressione. Si genera così una penosa "guerra tra miserabili", dove chi ci rimette, come al solito, sono le persone normali ed innocenti come Emanuel, ma anche persone come gli assassini di Abdul, gente "normale", che si troveranno la vita compromessa, giustamente, per la loro ingiustificabile violenza. Spasmi di razzismo, scene grottesche, popolo contro popolo, come a Napoli, dove proprio oggi a Pianura, durante il corteo antirazzista, si sono verificati scontri e tafferugli. Loro i napoletani, vittima da sempre di razzismo, insultati, denigrati, offesi, pur di difendere quel cancro chiamato Camorra, preferiscono aggredire chi come loro, sta dalla parte dei deboli. Tristi paradossi che in questa società così terrorizzata e in stato confusionale, farà ancora alri morti. Questo è il frutto anche di quella politica che ha sfruttato la violenza e l'insicurezza per andare al governo. Il razzismo, bestia oscura e vilenta, ha fiutato l'odore del sangue e dell'impunità ed è uscito subito allo scoperto. Sarà dura ricacciarla nelle fogne. Sta a tutti noi combatterla. Perchè di fiducia, a chi governa, non ne ho per nulla.

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